Conigli bianchi
Sulla riva del lago di fronte al mio studio c’è un parcheggio con una fila di alberi.
E’ in leggera discesa e spesso quando le auto tolgono il freno a mano per ripartire finiscono contro l’albero di fronte al quale sono parcheggiate.
Tutte queste piante hanno una grossa cicatrice che si è formata a seguito degli urti, che per fortuna non sembra compromette la loro vitalità. A volte capita anche a me di urtarne uno e la prima reazione è di dispiacere per aver provocato dolore a un essere senziente. Gli alberi non hanno un sistema nervoso e quindi non provano dolore, direbbe il figlio di Piero Angela. Da bambino sotterrava lucertole per disseppellirne lo scheletro qualche tempo dopo e ottenere così il suo piccolo dinosauro in miniatura.
La scienza parte dall’osservazione dei fenomeni. Qualche volta per osservare è necessario distruggere.
Daddy long-legs, il ragno gambalunga, è il più comune nelle case qui nel nord Italia. Ho un sacro rispetto per lui. Occupa paziente il suo angolino senza mai infastidine nessuno. Betty gli distrugge le ragnatele solo quando sono troppo impolverate. E lui si rimette all’opera per ricostruire le sue stratificate tensostrutture. La fantasia cosmica non sembra avere limiti, e anche le ragnatele sono una delle sue infinite espressioni. Espressioni di un grande processo che si muove lento e armonico come il nuoto di una medusa, per aperture e chiusure. Nelle profondità del tempo e dello spazio, attraverso armoniche creazioni e distruzioni giunge ad osservare se stesso tramite gli occhi dell’uomo.
Tra le infinite forme dell’ esistenza c’è anche la zanzara, che ti punge per succhiarti una piccola goccia di sangue. Qualcuno potrebbe anche essere disposto a dare una piccola gocciolina di sangue alla zanzara, non fosse che questa, per non far notare la sua presenza, appena giunta sulla pelle ti inetta una goccia di veleno per anestetizzarti e rendere più fluido il tuo sangue. Un atteggiamento decisamente antipatico.
Per questo non ho alcuna remora quando la punto con il palmo della mano e con perizia interrompo bruscamente la sua esistenza.
Poi c’è la tenia, o verme solitario. La tenia non sa di essere tenia. Ti si annida nell’intestino e continua a crescere nutrendosi di te. E’ cieca, perché vive nell’oscurità, e bianca perché vive in un mondo in cui il colore non ha importanza. Compassione ed empatia sono una gran cosa, ma anche alla tenia bisogna dare dei limiti.
Il topo infine è un animale poco amato. Portava delle pulci che a loro volta diffondevano la peste, si nutriva del grano nei granai e del formaggio nelle cantine . Difendo il topo che vive sulla riva del lago. Credo che abbia una funzione ecologica importante. Se un luccio muore e il suo cadavere si deposita sulla riva, il topo esce a fare pulizia. E’ furtivo e si accontenta dei luoghi rifiutati dai più.
Un paio di anni fa George Clooney, che ha una casa sulla riva del lago, aveva chiesto al suo comune una derattizzazione. Dopo averlo letto sul giornale mi sono precipitato con la vespa da Lega Ambiente a Valmadrera. Ho fatto irruzione nell’ ufficio sostenendo di essere Speedy Gonzales e di essere molto preoccupato per il mio amico Mickey Mouse che vive proprio su quelle rive, chiedendo in modo concitato che si prendessero urgentissimi provvedimenti per impedire questo spargimento di veleni nell’ambiente. Credo di non essere stato capito. Comunque non sono stato preso sul serio.
L’anno dopo sono tornato a Lega Ambiente per rinnovare la tessera. Ho parcheggiato la vespa di fronte all’ufficio. Il presidente era sulla soglia insieme al suo assistente più giovane. Dovevo ripetere l’esperienza dell’anno prima. Dovevo pormi in modo paradossale e vedere come sarebbe andata. Mi è indispensabile pensare che il presidente di un’associazione che difende l’ambiente ha dello spirito.
“Avete visto un coniglio?” – chiedo.
“Un coniglio?” – risponde il presidente.
“Sì. Bianco, con una sveglia in mano. Lo rincorro da oggi a mezzogiorno ma lo ho perso di vista.”.
Il presidente mi guarda con un’espressione attonita e poi con la stessa aria rivolge lo sguardo all’assistente, che invece guarda me e sorride.
“Se lo vedete avvisatemi, ma se entra in una tana, vi raccomando, non seguitelo; è pericoloso!”.
Entro nello studio e chiedo all’assistente di rinnovarmi la tessera. Lui sembra divertito. Mi saluta porgendomi la mano.
“Piacere!”.
“Piacere!” gli rispondo.
Il presidente rimane sulla soglia. L’espressione attonita. Ha l’aria di uno che si pone degli interrogativi senza riuscire a darsi una risposta. Mi guarda riavviarmi verso la vespa e metterla in moto. Gli occhi da podoftalma e l’espressione da ossimotropo del Gange.
“Arrivederci!”.
“Arrivederci.” – mi risponde.
Seguire il coniglio bianco nella tana in effetti può essere pericoloso. Si incontrano realtà meno ordinarie, ma non per questo meno reali, ho pensato.
Nel frattempo all’isola di Porquerolles una piccola medusa continuava a muoversi nella corrente, con armoniche aperture e chiusure.
Mangiatori di morte
Il migliore dei mondi possibili, qualcuno ha detto. Osservando la natura si è portati a credere che questo sia davvero il migliore dei mondi possibili, per la molteplicità con cui la vita si manifesta nella sue forme più svariate, o per la precisione che caratterizza i meccanismi e le regole dell’universo.
Basterebbero differenze minimali nelle leggi della fisica per rendere impossibile la vita su questo mondo. Gli strati alti dell’atmosfera sono saturi di umidità, ma l’acqua non si condensa in un’intera unica nube perché non ha nuclei attorno ai quali condensarsi. Se in queste condizioni le molecole di acqua fossero in grado di condensarsi non vedremmo mai il sole né sapremmo cos’è il cielo azzurro; la bellezza del mondo che ci circonda ne risentirebbe, credo.
Quando l’universo si è formato, il primo atomo a comparire è stato l’idrogeno primordiale. L’atomo più semplice possibile, formato da un solo protone nella cui orbita è presente un solo elettrone. Tutti gli altri atomi si sono formati durante eventi stellari catastrofici che hanno permesso ad esempio la comparsa del carbonio e di tutti gli altri elementi delle loro molteplici forme di aggregazione, che permettono l’esistenza dei pianeti, delle montagne, dei mari e di tutte le forme di vita. Una differenza infinitesimale nel peso di un protone e l’idrogeno primordiale sarebbe andato incontro a un rapido decadimento radioattivo. Gli elementi non si sarebbero formati e nulla di quanto oggi conosciamo sarebbe stato possibile.
Il migliore dei mondi possibili, oltre a essere straordinariamente bello, è straordinariamente ben ingegnerizzato. Una sbalorditiva quantità di coincidenze è necessaria perché il nostro mondo sia quello che conosciamo. Spesso ci si riferisce ai miracoli come a qualcosa che suscita stupore in quanto violazione delle leggi della fisica. Quando cammino per strada penso che il miracolo sia la mia capacità di muovermi nello spazio con le mie forze, di sentire il flusso dell’aria sulle mie braccia.
Parte importante di questo miracolo è la nostra capacità di riflettere su ciò che ci circonda, di produrre idee e associazioni di idee. Se possiamo produrre l’idea di migliore dei mondi possibili quando osserviamo la natura, non credo possiamo fare altrettanto quando pensiamo all’uomo.
Idee e associazioni di idee. L’idea che ho di certi uomini è associabile all’idea di mosca.
E’ necessario prendere le distanze dagli uomini mosca. Egli insiste sui tuoi difetti ma in realtà sono le tue qualità ad infastidirlo. L’uomo mosca vive di escrementi. E’ interessato principalmente a individuare gli escrementi e non sembra in grado di vedere, nel prossimo, altro che escrementi.
Come il porco, almeno nella fanasia popolare, gode più della sozzura che delle acque limpide, l’uomo mosca gode degli escrementi.
Forse si sente egli stesso un escremento, ma non è mia intenzione analizzare ciò che non merita di essere analizzato.
Tenere a cordiale distanza. Come diceva un amico, non è nostro destino fare gli scacciamosche.
Platipo, detto anche ornitorinco
Una delle teorie scientifiche che influenzano maggiormente il modo contemporaneo di vedere il mondo è certamente il darwinismo. Le specie si evolvono all’interno di un sistema in divenire attraverso il meccanismo della selezione naturale. In questo sistema esistono individui adattati alle condizioni del momento e individui mutanti che presentano dei caratteri nuovi, che possono rivelarsi utili per la condizione futura della specie. Si potrebbe dire che l’evoluzione, dal mondo dei batteri a quello dell’uomo, è affidata agli individui un po’ freak. Certo gli individui freak sono anche quelli a maggior rischio, perché i loro caratteri sopravvivono solo se si rivelano realmente innovativi per la specie.
A livello sociale esistono individui ragionevoli che si adattano alle circostanze, e individui irragionevoli che non si adattano alle circostanze ma cercano di modificarle. L’evoluzione è affidata agli individui irragionevoli. Passo e chiudo.
Sarò breve, ma salta pure questa parte perché non ha nessuna importanza.
Il termine parossìtono indica una parola che ha l’accento sulla penultima sillaba mentre proparossìtono una parola che ha l’accento sulla terzultima sillaba.
Vela è parossitono, mentre albero è proparossitono.
Vien da notare che proparossitono è proparossitono mentre parossitono non è parossitono bensì proparossitono anche lui. Un grave problema di identità.
Chi dei due soffrirà di più? Proparossitono ad essere proparossitono o parossitono a non essere parossitono bensì proparossitono?
Parossitono ha il problema di essere qualcos’altro ma proparossitono ha il problema di essere inglobato in se stesso, allo stesso modo in cui esasillabico è esasillabico e breve è breve.
Ma sarà più breve breve o brevissimo? Una questione di punti di vista.




